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Fraternità

di Enrico Pieri

"Liberté, Égalité, Fraternité"

                                                         (Libertà, Uguaglianza, Fraternità)


Difficile descrivere che cos’è la Fraternità; difficile addirittura classificarla!

Si parla di Fraternità di sangue (riti tribali o malavitosi), di Fraternità universale, quella sancita dalla “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”, o ancora di Fraternità umana intesa come criterio di convivenza pacifica (ben poco rispettata in quasi tutti gli angoli del mondo) scaturita dal “Documento sulla Fraternità umana per la pace mondiale e la convivenza comune” sottoscritto dal Grande imam di Al-Azhar



Ahmad Al-Tayyeb e Sua Santità papa Francesco e si potrebbe proseguire con altri esempi ed altre declinazioni di Fraternità: religiosa, politica e via discorrendo.

Talmente complicata da identificare, che addirittura la commissione speciale, nominata dalla neonata “Assemblea Nazionale Costituente” francese, la inserì nella stesura della prima versione, del 1789, della “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino!

Si iniziò a veder comparire la parola Fraternità solamente attorno al 1848: cinquant’anni doppo!!!

Parola che non tutti considerano “degna” di far parte della “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” in quanto il concetto di Fraternità è sempre stato associato più agli obblighi morali che alla legge: nella “Dichiarazione dei diritti e doveri del cittadino” del 1795, il terzo elemento del famoso TRINOMIO è definito come l’etica della reciprocità: “Non fate agli altri ciò che non vorreste fosse fatto a voi".

A me piace pensare al TRINOMIO rivoluzionario in maniera più romantica (o pragmatica, per chi preferisce), mi piace pensare che colui o coloro i quali lo abbiamo enunciato o scritto per la prima volta nel settecento avessero in mente di dare alle tre parole un peso specifico diverso! Un peso specifico che da sinistra a destra (Libertà, Uguaglianza, Fraternità) esprime un concetto di priorità e da destra verso sinistra (Fraternità, Uguaglianza, Libertà) invece un concetto di importanza!

Nel senso che la Libertà rappresenta sicuramente il Primo Moto del TRINOMIO, ciò da cui tutto discende: senza la libertà l’uomo non può arrogarsi nessun diritto. In una comunità di uomini liberi è poi necessario che vi sia Uguaglianza fra di loro se non si vuole che alcuno prevarichi sull’altro. Infine in una comunità costituita da uomini liberi ed eguali la Fraternità è il vincolo naturale e spirituale che si forma fra gli appartenenti alla comunità costituitasi per fini umanitari e di mutuo soccorso.

Così mi piace pensare al TRINOMIO in una scala di valori che da sinistra verso destra rappresenta appunto una maggior specificazione della comunità costituita, ma che da sinistra verso destra invece rappresenta la “scalata” all’obiettivo comune che è quello della libertà!

Quindi partendo questa volta dalla Fraternità, che è il vincolo che sussiste fra gli appartenenti alla comunità, è logico che fra loro debba sussistere un vincolo di Uguaglianza che permette a tutti di essere “pari inter pares” ed è questo che permette agli appartenenti di raggiungere la Libertà.

«Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali per dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e coscienza e devono agire gli uni nei confronti degli altri in uno spirito di fraternità.»

Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (art. 1, Parigi 10 dicembre 1848)

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