Il 9 febbraio unisce tutti i repubblicani
- giorgio.passardi
- 13 feb 2025
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Domenica 9 febbraio 2025, presso il Circolo Antonio Fratti di Forlì si è festeggiato l’anniversario della proclamazione della gloriosa Repubblica Romana del 1849, il primo e più completo esempio di realizzazione di stato democratico “avanzato” a livello europeo, momento centrale del Risorgimento nazionale. L’evento è stato organizzato dal gruppo “Risorgimento Repubblicano”, che si era presentato alla stampa nello scorso mese di ottobre, oltre al Circolo Antonio Fratti, da sempre molto attento alle tradizioni laiche e mazziniane.
L’incontro ha visto la partecipazione di oltre ottanta persone, che hanno ascoltato vari interventi.

Tra gli altri, erano presenti gli assessori Paola Casara, Kevin Bravi, oltre al presidente del Consiglio Comunale di Forlì Loris Ceredi e a vari rappresentanti delle istituzioni.
Radici antiche che devono animare i progetti concreti: questo sembra essere il potente messaggio emerso nel corso delle celebrazioni.
L’apertura è spettata a Maurizio Casadei, Consigliere Nazionale del PRI, tra i fondatori del gruppo “Risorgimento Repubblicano”.
Casadei ha voluto porre l’attenzione sull’importanza della coerenza politica e, dopo aver celebrato l’esperienza dei Triunviri del 1849, ha ricordato i valori e i principi che “Risorgimento Repubblicano” intende perseguire. Maurizio Casadei ha ricordato che – in uno delle ultime apparizioni di Giovanni Spadolini a Forlì – quest’ultimo ebbe a dire che la Costituzione italiana non avrebbe avuto necessità di essere riformata, ma esclusivamente di essere applicata. Ebbene, secondo Maurizio Casadei, per rendere concreto l’impegno politico attuale, bisogna ricordarsi che fare polita è “dialogo tra cittadini e istituzioni”, che permetta di presentare proposte e iniziative, “per completare i progetti di una città, come Forlì, che devono essere valorizzate”. In particolare, secondo Casadei, bisogna attualizzare il messaggio dei fondatori nella politica locale: “le nostre antiche radici sono vere e praticabili, anche nel momento storico in cui stiamo vivendo”. E un pensiero è legato al futuro dell’Europa, seguendo l’insegnamento dell’Apostolo del Risorgimento italiano: “Noi pensiamo ancora all’Europa dei Popoli, come avrebbe voluto Mazzini”.
Luigi Ascanio, presidente dell’Istituto per la Storia del Risorgimento di Forlì ha portato il proprio saluto, sottolineando che “se oggi si parla di repubblica e di democrazia, lo dobbiamo a questa esperienza”, che si era dotata di istituzioni avanzatissime da cui ha preso spunto la Costituzione italiana. Quella della Repubblica Romana fu una Costituzione che fu “una sintesi felice di pensieri culturali, filosofici e politici”, ha concluso il prof. Ascanio, ricordando la fondamentale opera di grandi patrioti forlivesi, come Aurelio Saffi e Giovita Lazzarini.
Paolo Morelli, direttore della “Voce Repubblicana”, ha portato i saluti del Segretario nazionale Corrado De Rinaldis Saponaro. Sono stati ricordati “la libertà, il dovere, la dignità del popolo”, ovvero “i valori posti alla base dell’idea mazziniana che istituirono la Repubblica a Roma, i valori per cui un’intera generazione si batté al meglio delle sue forze segnando un’epopea indimenticabile della storia italiana”.
Ha fatto seguito la relazione di Andrea Sirotti Gaudenzi, docente e autore di pubblicazioni sul tema, che ha parlato dei valori della Repubblica Romana, riportando alcune riflessioni di Randolfo Pacciardi, indicato come uno dei più grandi storici del Risorgimento, capace di far risaltare i momenti salienti di quel periodo, in cui “affondano le proprie radici non solo la Repubblica italiana, la anche le istituzioni europee”. La Costituzione del 1849 fu il “canto del cigno” di quell’esperimento repubblicano, soffocato nel sangue dalle truppe francesi. Una esperienza – ha detto Sirotti Gaudenzi – che era nata senza spargimento di sangue e che fu brutalmente interrotta con le cannonate e la cui fine vide il sacrificio di tanti giovani martiri (non solo italiani), che volevano difendere la libertà.
Ha concluso il momento di celebrazioni Enrico Pieri, consigliere comunale e rappresentante di “Risorgimento Repubblicano”, che ha espresso la necessità di rimettere i problemi concreti al centro della politica.
Secondo Pieri, bisogna trovare il modo di rilanciare i momenti di aggregazione, utilizzando gli spazi storici del movimento repubblicano e permettendo ai giovani di essere attivamente coinvolti in progetti per la città. Pieri ha evidenziato come lo spirito di fratellanza che viene dalla tradizione repubblicana imponga di superare episodi di ostracismo (cui i rappresentanti di “Risorgimento Repubblicano” sono stati sottoposti) che non possono appartenere alla storia del movimento mazziniano. E Pieri ha voluto porre attenzione sullo spirito che animava gli aderenti alla Repubblica Romana e all’esempio di giovani, come Goffredo Mameli, che diedero la vita per difendere la libertà: “una libertà difesa strenuamente dallo stesso Antonio Fratti, avvocato forlivese, che nel 1897 rimase ucciso durante uno scontro con l’esercito ottomano, contro cui combatteva come volontario per difendere persone che nemmeno conosceva, ma che il senso di coerenza che lo animava gli imponeva di tutelare”.


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