LE LIBERTA'
- giorgio.passardi
- 30 gen 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 31 gen 2024

di Marco Tupponi
La Libertà non è star sopra un albero, libertà è partecipazione!
Questa è la prima strofa di una canzone di Giorgio Gaber dal titolo “Libertà”.
Mi piace però questa parola declinarla al plurale parlando delle Libertà e del sentimento di Libertà che le sovraordina tutte.
L’incipit della canzone di Gaber è una di queste libertà cioè rendere partecipi tutti della, delle proprie libertà.
Perché le Libertà possono essere personali e collettive separatamente, ma anche condivise.
Quando Giuseppe Mazzini parla di Libertà colloca la Libertà individuale in una Libertà collettiva per ampliare il concetto di Libertà del singolo scaturito dall’Illuminismo e dalla Rivoluzione Francese.
A me piace pensare che le Libertà siano collocabili anche a secondo della propria cultura, storia personale e collettiva, luogo, epoca in un puzzle variopinto e variabile.
Faccio degli esempi: le tradizioni di un Gruppo di individui sono varie e molto diverse tra loro, sono regolamentate da norme, anche da ritualità, se si sceglie di aderire a queste Comunità la Libertà ci fa operare questa scelta, ma una volta aderito a quella comunità la Libertà è compressa dalle regole che liberamente si sono accettate entrando a farne parte quindi in questo caso la Libertà è stata la molla, ma la mancanza parziale di Libertà è stata la scelta, altrimenti si entrerebbe in una dimensione anarchica che, non essendo quella la situazione concreta e prefigurata in quella determinata situazione, se fosse propugnata violerebbe la Libertà di aver deciso di sottostare a quelle regole.
Anche la Libertà è una scelta.
Scelgo di essere libero o di essere meno libero e tale scelta potrebbe derivare anche dalla propria indole, dal proprio carattere, dal proprio essere.
Esercitare una libera professione piuttosto che un lavoro dipendente potrebbe derivare anche, ovviamente non solo, dal sentirsi libero di osare diversamente.
La Libertà ogni tanto è “una condanna”, mi spiego meglio: quando uscì il "Francesco" di Liliana Cavani a me colpì moltissimo la scena dove Francesco, dopo essere stato in eremitaggio per poter confrontarsi con Dio e la propria coscienza, scese dal monte e trovò ad aspettarlo centinaia di persone che gli chiedevano di poterlo seguire e di indicare loro la strada aspettandosi da Lui delle indicazioni.
Franceso dispiaciuto ed allo stesso tempo disorientato da questa richiesta disse loro che “non sapeva cosa dirgli”, Lui agiva d’istinto, seguiva il Suo cuore e la Sua mente, non aveva regole fisse, era “libero” di professare il proprio credo.
Le regole che gli venivano richieste dalla massa che lo voleva seguire lo turbarono molto poiché la Sua era Libertà totale nella fede, mentre i Suoi fedeli gli chiedevano la Libertà di poterlo seguire, ma con un percorso tracciato.
Queste sono due tipi di Libertà quella totalizzante di Francesco rispetto al Suo credere e quella “governata” di coloro che per esprimerla hanno comunque bisogno di una Guida.
L’essenza della Libertà è la stessa, la declinazione pratica però è diversa.
Penso che nel 2024 Libertà sia, con tutte le varianti del caso, la possibilità di declinarla nel rispetto proprio ed altrui applicandola nella propria vita contingente.


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